Quando osserviamo progetti su terreni agricoli con sequestro del carbonio, il punto di
partenza è sempre il rischio. Il nostro Quadro Rischi Terreni distingue quattro blocchi
principali. Primo: rischio agricolo e operativo. Valutiamo qualità del suolo, varietà
coltivate, pratiche di gestione, resilienza alle condizioni climatiche estreme e
capacità organizzativa delle aziende agricole coinvolte. Consideriamo anche la
dipendenza da pochi fornitori o consulenti chiave. Secondo: rischio regolatorio e di
standard. I progetti legati a crediti ambientali sono esposti a cambiamenti normativi,
evoluzioni degli standard e possibili revisioni dei criteri di eleggibilità. Analizziamo
quanto la struttura del progetto sia flessibile rispetto a questi cambiamenti e quali
scenari avversi siano stati considerati. Terzo: rischio di controparte e governance.
Esaminiamo solidità e ruolo dei soggetti coinvolti, chiarezza dei meccanismi
decisionali, gestione dei conflitti di interesse e trasparenza delle informazioni
fornite agli investitori. Valutiamo se esistono processi per affrontare situazioni di
stallo o sostituzione di partner tecnici. Quarto: rischio legato ai sistemi di
misurazione, reporting e verifica. Il sequestro del carbonio nel suolo è complesso da
misurare; guardiamo quindi a protocolli, frequenza delle misurazioni, indipendenza dei
verificatori e limiti dichiarati dei modelli utilizzati. In ogni blocco, il nostro team
formula domande critiche che gli investitori possono utilizzare nei propri confronti con
promotori e consulenti, ricordando che risultati possono variare e che past performance
doesn't guarantee future results.